Chiesa San Zaccaria

Chiesa San Zaccaria Venezia

La chiesa di San Zaccaria

Il 12 Giugno 1483 l'architetto Mauro Codussi viene chiamato ad occuparsi della Chiesa di San Zaccaria. Il  motivo della chiamata è la morte del maestro Antonio Gambello che si era assunto l'incarico di costruire la chiesa nel 1458. 

Probabilmente quanto fatto dal Gambello non aveva soddisfatto completamente le colte monache benedettine se, al momento della nomina, il Codussi assumerà la carica di protomagistro con la piena facoltà di "variare e riproporre alla moderna" l'edificio in costruzione. 

chiesa san zaccaria vista dall'alto
La Chiesa di San Zaccaria vista dall'alto

La larga discrezionalità attribuita al Codussi verrà assunta, dallo stesso, senza esitazioni. Le maestranze vengono mantenute ma incrementandone il numero grazie alla equipe di lavoratori forgiata dall'esperienza con l'architetto nell'isola di San Michele. 

Egli si ritrova a dover gestire l'elevazione notevole impostata al corpo della fabbrica ed è evidente, nella facciata, lo sforzo di trovare accorgimenti decorativi per riequilibrare la forte concentrazione verticale dello spazio. Il linguaggio stilistico della facciata è quello già utilizzato per la chiesa di San Michele, ma opportunamente accresciuto per ottenere una spettacolare scenografia. 

Il convento di San Zaccaria

Nonostante le monache di San Zaccaria fossero note per i costumi non proprio morigerati, il convento fu uno dei più sovvenzionati dal governo. D'altro canto le ospiti di questo convento erano tutte appartenenti alla migliore nobiltà ed erano costrette a prendere il velo non certo per vocazione, ma per meri interessi familiari.

convento di san zaccaria
L'ex convento di San Zaccaria è oggi una caserma dei Carabinieri

La costruzione del monastero è ricordata nel testamento del Doge Giustiniano Partecipazio che nel 829 ricorda come sotto il suo dogato sia stato costruito il monastero benedettino. Questo divenne ben presto il più famoso tra i conventi femminili della città. L'area attorno al monastero divenne ricca di abitazioni e fertile di istituti religiosi promossi dalle monache. Numerosissimi furono i lasciti testamentari o per dote di cui il convento venne in possesso: case in città, coltivazioni in terraferma, valli da pesca... Ad esempio nel 914 un Conte Ingelfredo di Verona donava dei possedimenti a Monselice ed un altro Conte a Treviso donava coltivazioni in provincia. 

La chiesa di san zaccaria ed il convento
La Chiesa di San Zaccaria ed il convento

Un elenco dei beni posseduti dal monastero redatto nel 1305 cita, tra l'altro, 153 case a Venezia, campagne e vigne a Monselice, nel Trevisano, saline a Chioggia, e molto altro ancora. 

È per questo che nel monastero trovino rifugio le discendenti delle più nobili famiglie veneziane. 

Alcune curiosità sul Convento

A spingere le ragazze di nobile famiglia a farsi monache non era certo, come abbiamo detto, la vocazione religiosa, quanto la volontà delle famiglie di non dividere troppo l'asse ereditario. Questo fece si che le regole della chiesa fossero molto "elastiche" in questo (ed in altri) monasteri. 

Quando nel 1514 fu deciso di procedere ad una azione riformatrice e, su indicazioni del "Consiglio dei Diese" si era deciso di "serar il parlatorio di San Zacaria per più honestà" venne incaricato di chiudere il parlatorio il vicario patriarcale. 

Quest'ultimo, mandato ad eseguire l'ordine aveva dovuto scappare perché preso a sassate dalle monache. Nemmeno il patriarca, recatosi per lo stesso scopo, era riuscito nell'intento. La situazione si era fatta tesa ma le monache, tramite i loro potenti parenti, erano ricorse fino al sommo Pontefice per ottenere l'annullamento della riforma. 

parlatorio san zaccaria
Il parlatorio delle monache di San Zaccaria in un quadro del Longhi al Museo Correr

Il parlatorio delle monache di San Zaccaria era sempre stato famoso perché vi convenivano persone d'ambo i sessi per brillanti conversazioni e talora vi si davano pure festini e mascherate.

avviso in campo san zaccaria
Lapide in Campo San Zaccaria

Le origini del corno Dogale

Si racconta che fu la badessa del convento di San Zaccaria, Agostina Morosini, ad avere l’idea di regalare al doge un corno preziosamente ricamato.
Agostina Morosini era Badessa in San Zaccaria l’anno 855. La Badessa Morosini felice ed onorata nel vedere il doge recarsi in processione alla sua chiesa, gli offrì, d’accordo con le sue religiose, un regalo degno di lui, e della ricca eredità di cui godeva.

Esso era tutto d’oro aveva il contorno ornato di ventiquattro perle orientali in forma di pere. Sulla sommità risplendeva un diamante ad otto facce, di un peso, e di una lucidezza mirabile. Nel dinanzi un rubino anch’esso di massima grossezza, che abbagliava colla vivacità del suo colore e del suo fuoco.

Ovviamente il regalo fu molto gradito e si stabilì, che tale magnifico copricapo si dovesse utilizzare solo il giorno dell'incoronazione del nuovo Doge. 

Ma per ringraziare il convento per il nobile dono si decretò anche che nell'annuale visita di Pasquetta il doge portasse il prezioso corno che "abbagliava gli occhi di tutti". 

Ogni anno, infatti, nel giorno di Pasquetta il doge si recava in visita solenne al monastero e alla chiesa, accompagnato dalla Signoria, dal nunzio e dagli ambasciatori stranieri, portando in processione il prezioso corno ducale tempestato da 66 pietre preziose. 

La cripta

La cripta risale al X secolo e fu edificata a somiglianza di quella di San Marco. Si presenta tuttora divisa in tre navate da due file di colonnine sulle quali si imposta una bassa volta a crociera. 

la cripta di san zaccaria

 

Nella cripta trovarono riposo 8 Dogi dei secoli antichi e, secondo la tradizione, qui giace anche il corpo di San Zaccaria.

Puoi visitarla acquistando il biglietto all'interno della Chiesa ed è una visita da fare perché questo è un luogo magico. 

Cripta chiesa san zaccaria

 

La ricostruzione

Nel 1170, probabilmente a causa di un incendio, la chiesa venne ristrutturata e furono eseguiti importanti interventi statici. Dopo questi lavori la chiesa si presentava con un impianto basilicale a croce latina. Su tutta la larghezza del fronte vi era un portico i cui spazi erano concessi in affitto dalle monache alle famiglie più abbienti affinché li utilizzassero come luoghi di sepoltura. 

Il gotico

Durante i secoli XIV e XV la chiesa subì profonde trasformazioni per adattarsi allo stile gotico, con un aspetto più monumentale all'esterno e più ampio all'interno. Nel 1443 fu completata la ristrutturazione del presbiterio e dell e nuove absidi secondo lo stile gotico fiorito, allora in auge. 

L'ultimo restauro

Nel 1456 le monache lamentavano serie preoccupazioni per lo stato della Chiesa. Nonostante i recenti lavori sembrano esserci problemi di statica. Il governo stanzia una grossa somma per procedere, anziché ad un restauro, ad una completa ricostruzione che dovrà avvenire a fianco della Chiesa esistente. La navata laterale sinistra della vecchia chiesa, diventerà la navata laterale destra della nuova. 

Dal gotico al rinascimentale

I lavori iniziano secondo lo stile gotico ma ben presto lo stile rinascimentale si impone ed il passaggio dall'ingegnere militare Antonio Gambello all'architetto Codussi vede anche una completa modifica nel linguaggio architettonico, specie della facciata. 

Il Codussi

Mauro ("Moro") Codussi è uno dei maggiori architetti del rinascimento Veneziano. Come abbiamo detto egli arriva dopo la morte del Gambello e apporta sostanziali modifiche come l'inserimento di una cupola, del tutto simile a quelle che ritroviamo nella basilica di San Marco e, soprattutto, rielabora il progetto della facciata. 

Facciata Chiesa di San Zaccaria
Facciata della Chiesa di San Zaccaria

La facciata

Si presenta in candida pietra d'Istria, elegante e proporzionata, con un ritmo di finestre, colonne e lesene che dividono in fasce orizzontali evidenziate da cornici molto in rilievo. Il timpano semicircolare, che il Codussi aveva inserito anche nella Chiesa di San Michele e poi inserirà in quella di San Giovanni Crisostomo, è collocato in corrispondenza della navata centrale ed è congiunto alle navate laterali da due ali a quarto di cerchio.

Piccole nicchie ed eleganti colonne binate contribuiscono all'armonia, emozionante, di pieni e vuoti. 

 

Chiesa San Zaccaria pavimenti

Tra 1483 e 1490 fu messo in opera il pavimento della Chiesa. Per la navata centrale il Codussi sceglie un disegno piuttosto complicato: una scacchiera su di bianco d'Istria e di ardesia nera poste su un fondo di breccia d'arbe, con la particolarità di un inserto in ardesia nera sul quadrato in pietra bianca. 

Per dividere la navata centrale dalle due navate laterali il Codussi ha previsto una fascia decorativa della stessa larghezza delle colonne realizzata con una scacchiera più piccola e semplice, delimitata da due fasce di ardesia nera affiancate a delle frecce di bianco carrara. 

san zaccaria pavimento della navata e decoro
In primo piano il pavimento della navata, in alto la decorazione in corrispondenza delle colonne.

 

 

Resti del pavimento musivo della primitiva Chiesa

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