Ex Convento dei Domenicani, ora Ospedale Civile

Ex convento dei Domenicani, oggi ospedale civile

Il Convento dei Domenicani a Venezia

Secondo gli Annali dello storico Domenicano Tommaso (Tomàs) Malvenda, San Domenico visitò Venezia nel 1217 con alcuni frati, ottenendo dalla Repubblica l’uso di un oratorio dedicato a san Daniele.

Quel sacello, vicino al quale sarebbe stato edificato il primo convento, corrisponderebbe all’attuale cappella del Rosario, precedentemente intitolata, infatti, al santo fondatore.

Sebbene le circostanze di questa visita appaiano in gran parte dubbie e rimangano pertanto nell’ambito della leggenda (assieme alla miracolosa visione che avrebbe persuaso il doge Jacopo Tiepolo a donare il terreno necessario all’erezione del complesso), l’esistenza della prima comunità di frati predicatori nella città lagunare è comunque documentata almeno dal terzo decennio del XIII secolo.

La costruzione della Chiesa e del Convento

Al di là delle leggende e dei dubbi, la storia del vasto complesso dei Santi Giovanni e Paolo iniziò probabilmente prima del 1234, quando il citato doge Jacopo Tiepolo donò ai frati predicatori un vasto terreno, in parte acquitrinoso, di circa 18.000 metri quadrati, sito nel territorio parrocchiale di Santa Maria Formosa.

L'area era delimitata verso sud da una calle che ora è la salizada San Zanipolo e verso est dal canale, ora rio dei Mendicanti. Verso nord e verso ovest confinava con terreni paludosi e disabitati.

I lavori di costruzione della chiesa e del convento erano senz’altro iniziati nel 1246, anno in cui papa Innocenzo IV concesse un’indulgenza di cento giorni a chiunque contribuisse con elemosine al loro proseguimento.

Una ventina d’anni dopo, il cantiere era probabilmente in via di ultimazione: il testamento del doge Ranieri Zen, rogato nel 1268, prevedeva infatti un lascito da destinarsi «in laborerio campanilis et portae quae est in anteriori parte ecclesiae», ovvero per i lavori della porta maggiore e del campanile.Ciò parrebbe indicare, come suppone Merotto Ghedini, che l’alzato dell’edificio fosse già completo e che fossero già state avviate le opere della torre.

Di pari passo doveva procedere anche il cantiere del convento, di cui il Maggior Consiglio, nel 1294, concesse un ampliamento verso Murano (cioè in direzione nord) di circa 50 metri.

Ma la chiesa era da poco compiuta quando, già all’inizio del secolo seguente, i frati manifestarono l'intenzione di trasformarla ed ingrandirla per ottenere l'attuale tempio gotico. 

I pavimenti in marmo dei pianerottoli 

Del vecchio convento rimane ben poco dopo che Napoleone decise di trasformarlo in un ospedale civile nei primi del 1800. Purtroppo moltissime opere d'arte sono andate perdute o vendute. 
Ma alcune testimonianze dello splendore di questo convento rimangono. Come i chiostri, che sono rimasti all'interno della struttura, o le vere da pozzo o gli splendidi marmi dei pianerottoli delle scale, di epoca barocca.

 

Ex Convento dei Domenicani a Venezia, ora Ospedale Civile

Una curiosità: la biblioteca del convento

Al piano primo del Convento su un lungo corridoio si aprono quelle che erano le celle dei frati e che oggi sono degli uffici e ambulatori. Una di queste porte permette l'accesso a quella che era la Biblioteca dei Domenicani. 

La biblioteca conteneva una collezione inestimabile di manoscritti e codici miniati contenuti in splendidi armadi in legno, scolpiti ad opera di un certo Giuseppe Torretti. Purtroppo della biblioteca non rimane nulla: quanto Napoleone decise di trasformare il convento in ospedale i contenuti vennero dispersi (molti libri si salvarono e si trovano, fortunatamente, al seminario patriarcale di Venezia).

Rimane però lo splendido soffitto dipinto e contornato da intarsi in legno che rappresenta l'obiettivo dei Domenicani: la lotta contro l'eresia e la difesa del cattolicesimo. 

 

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