Palazzo Ducale, Venezia

Da Castello a Palazzo del Doge

Palazzo Ducale nasce come castello, come fortezza circondata dall'acqua.

Il molo, la parte prospiciente il palazzo verso il bacino, non esisteva, così come la piazzetta che si trova ora tra la Biblioteca Marciana ed il Palazzo. 

Palazzo ducale a Venezia
La posizione di Piazza San Marco e del Palazzo Ducale, rispetto al bacino di San Marco e alla città

Quella che è l'attuale Piazzetta era infatti una darsena piuttosto ampia con banchine di ormeggio.

Palazzo ducale, visto dalla piazzetta
Palazzo Ducale visto dalla piazzetta, in una mattina di acqua alta

La darsena era collegata, nella zona ove ora sorge la porta della carta, con il Rio di Palazzo che corre nel retro di Palazzo Ducale.

Rio di Palazzo Ducale
Rio di Palazzo

L'ingresso al Palazzo era regolato grazie ad un ponte levatoio probabilmente posto proprio in prossimità della porta della carta. 

Quando l'arcipelago di isolette inizia a popolarsi, con l'arrivo dei barbari, ai numerosi casoni dei pescatori si affiancano i primi edifici complessi e nascono le prime chiese. Sta per nascere la Repubblica la cui durata rimane tutt'ora insuperata, nonostante la caduta, nel 1797 per mano di Napoleone Bonaparte.

Palazzo Ducale a Venezia al tramonto

Un palazzo per il capo del nuovo stato indipendente

L'indipendenza Venezia la raggiunge con l'astuzia, con le alleanze ma anche con la forza. Quando il figlio di Carlo Magno, Pipino Re d'Italia, reclama il diritto dei Franchi sulla laguna veneta, i Veneziani si difendono la loro indipendenza. 

Palazzo ducale di venezia

I "maledetti sudditi ribelli", come li chiama Pipino, si difendono come possono, sono un popolo allo stremo, non dei militari professionisti.

Secondo la storia scritta dai Veneziani - nell'estate del 810 il canale dove moltissimi francesi perdono la vita verrà denominato Canale Orfano, a suggello della vittoria dei veneziani ed a futuro monito di chi vorrà, con la forza, occupare la laguna.

Palazzo Ducale diventa quindi il palazzo del Dux, del Doge, del capo di Stato. Venezia è diventata una Repubblica.

Il palazzo Ducale di Venezia
In certe giornate particolarmente limpide dal Bacino di San Marco si vedono le alpi ed alcuni fotografi (bravi e ben attrezzati) riescono a fare foto meravigliose come questa, di Claudio Vianello.

Sebastiano Ziani ed il nuovo Palazzo Ducale

Sarà il Doge Sebastiano Ziani (1172-78) a ricostruire Palazzo Ducale e ad organizzare anche l'area esterna al palazzo. Egli procede ad interrare il Rio Batario, che attraversava l'odierna Piazza San Marco ed a chiudere ed interrare la darsena di fronte a Palazzo Ducale. 

Palazzo Ducale a Venezia

Sempre sotto il dogado di Ziani vengono erette le due colonne dette di San Marco e di San Todaro. Il vecchio "castello" si sta trasformando in un edificio pubblico polifunzionale, con gli uffici necessari per il funzionamento dello stato, i tribunali e le prigioni. 

Ma il Palazzo è in continua trasformazione per adeguarsi alle mutevoli esigenze di uno stato in rapida crescita. 

Un unico Palazzo per tutti gli organi dello stato

Nel 1423 Palazzo Ducale ha ormai raggiunto le sembianze attuali e rappresenta la potenza dello Stato Veneziano. Venezia non è più una semplice città marinara ma uno Stato in rapida espansione e l'edificio che che la rappresenta deve dare l'impressione di uno stato monolitico. 

In questo singolo edificio sono contenute e rappresentati tutti gli organi dello stato: il maggior consiglio, il minor consiglio, il consiglio dei pregadi (il senato), i Dieci, la quarantia criminal e civil (magistratura) e l'avogadura de comun. 

A differenza di altri luoghi del potere, però, il palazzo è "permeabile" a dimostrazione della trasparenza e della giustizia dello stato veneziano. 

L'ingresso al Palazzo: la porta della carta

L'ingresso principale al palazzo è nel punto ove attualmente si trova la porta della carta. Gli altri due ingressi sono verso il bacino di San Marco, dove attualmente si trova il molo, e lungo il rio di Palazzo, il più fotografato tra i canali veneziani grazie alla presenza del cosiddetto "Ponte dei sospiri".

porta della carta, palazzo ducale

L'attuale Porta della Carta la dobbiamo ad uno dei Dogi più importanti della Repubblica, Francesco Foscari eletto nel 1423 nonostante la raccomandazione di non votarlo del precedente Doge morente, Tommaso Mocenigo.  

porta della carta, dettaglio

Il magnifico portale è frutto del lavoro di Bartolomeo Bon che colloca al vertice la statua della Giustizia (a Venezia la giustizia è sopra a tutto). Sotto a questa il doge Foscari si inginocchia davanti ad un Leone di San Marco raffigurato con il libro aperto e la scritta "pax tibi marce evangelista meus". Anche il Doge si deve inchinare di fronte al simbolo della Repubblica. 

Quella che vedi oggi è una riproduzione perché Leone e Doge furono fatti distruggere da Napoleone - come tutti i leoni presenti nel territorio - in quanto simboli dello Stato Veneto conquistato. 

A fianco del Leone quattro statue: temperanza e fortezza, in basso, e Prudenza e Carità in alto. 
La porta della carta è oggi l'uscita dal Museo di Palazzo Ducale. 

La facciata di Palazzo Ducale

Prima di tutto, se alzi lo sguardo dalla piazzetta, scoprirai un'altra statua della Giustizia - giusto per ribadire il concetto. Ed anche stavolta è al di sopra di tutto. 

palazzo ducale loggiato


Il loggiato è uno splendido traforo gotico dove spiccano due colonne di colore diverso, la nona e la decima. Sono di colore rosso e da qui venivano lette le sentenze capitali che poi venivano eseguite nello spazio tra le due colonne della piazzetta.

Questo è il motivo per cui i Veneziani dicono che porti male passare tra le due colonne. Ed è anche il motivo per cui si dice "ti faccio vedere io che ore sono", quando si vuole minacciare qualcuno. Il fatto è che l'ultima cosa che vedevano i condannati a morte era proprio l'ora segnata dal grande orologio posto di fronte alle due colonne. 

John Ruskin e Palazzo Ducale

Impossibile descrivere Palazzo Ducale meglio di Ruskin nel suo "Le sette lampade dell'architettura":

 Modello di tutte le perfezioni: il Palazzo Ducale di Venezia. La struttura complessiva: un quadrato puro e semplice; la facciata principale: un rettangolo , che appare prolungato da una serie di trentaquattro piccole arcate e trentacinque colonne, ed è separato, da una finestra adorna di un ricco baldacchino al centro, in due zone compatte, la cui altezza e lunghezza stanno tra loro in rapporto di circa quattro a cinque, mentre le arcate che gli conferiscono il senso della lunghezza sono confinate ai piani inferiori e quello superiore, tra le ampie finestre, rimane una superficie liscia di marmi, con blocchi alternati rosa e bianchi disposti a scacchiera."

Ruskin conclude:

Sarebbe impossibile, io credo, inventare una soluzione più mirabile, tra tutte quelle presenti negli edifici più solenni ed attraenti."

La struttura di Palazzo Ducale

Come abbiamo detto il Palazzo è vuoto nella parte inferiore, per la presenza di un portico ed ha due facciate principali: una rivolta verso il bacino di San Marco ed una rivolta verso la Piazzetta.

Il lato verso il bacino è evidentemente frutto di interventi successivi come si deduce dalla differenza tra le finestre. Ma anche il lato verso la Piazzetta è stato eseguito in secoli differenti. Alcuni studiosi tra cui lo stesso Ruskin, ipotizzano che una parte sia del 1300 (fino all'ottava colonna partendo dall'angolo verso il bacino) mentre è successiva al 1400 la parte che dalla nona colonna va verso la Basilica. 

La facciata verso la piazzetta è molto simile a quella verso il bacino, ma è successiva, in un epoca in cui si inizia a dare importanza alla simmetria. Infatti le posizioni e le dimensioni delle finestre sono simmetriche.

Palazzo Ducale è differente da qualsiasi altro edificio costruito in quell'epoca in Italia. Non solo per l'eleganza estetica che ne fa - come dice Ruskin - "modello di perfezione" ma anche per la naturale protezione dell'acqua che rende inutili accorgimenti architettonici difensivi.

Lo stile di Palazzo Ducale

Un Palazzo come questo, costruito in diverse fasi e continuamente ristrutturato e ammodernato non può avere un unico stile. Infatti troviamo all'interno tre differenti stili: il bizantino, il gotico ed il rinascimentale. 

Dello stile bizantino rimangono pochissime tracce in quanto sostituito dal gotico veneziano mentre lo stile rinascimentale (fortunatamente) non soppiantò il gotico ma si affiancò ad esso. Va detto che si corse il rischio di perdere lo stile gotico con il grande incendio del 1577 dove, a maggioranza, si decise di ricostruirlo com'era, senza cedere alla tentazione di rifarlo completamente seguendo lo stile rinascimentale, allora in auge.

Tra i contrari alla ricostruzione c'è anche Andrea Palladio, che propone di ricostruirlo in stile "moderno":

Progetto di palladio per Palazzo Ducale di Venezia
Il progetto di palladio per Palazzo Ducale, dopo l'incendio del 1577

La parte rinascimentale è quella che si affaccia sul Rio di Palazzo e, all'interno del cortile, la facciata del lato est.

 

Il colonnato del piano terra

Sul fatto che Palazzo Ducale sia una infinita opera d'arte ha ragione Ruskin: i capitelli delle colonne al pian terreno meriterebbero da soli, una analisi approfondita.

Molti originali sono conservati all'interno di Palazzo Ducale, alcuni rappresentano scene di vita lagunare, altri rappresentano i mestieri di terraferma, altri rappresentano le arti o i vizi. 

palazzo ducale all'alba

Una colonna, secondo la leggenda, poteva salvare la vita al condannato a morte. Ma solo se il malcapitato riusciva a passarci davanti senza cadere in mare. Non è difficile da trovare: basta cercare i turisti si divertono a tentare -  quasi sempre inutilmente - di ripetere quel tentativo. 

Colonnato di palazzo ducale di venezia
Turisti percorrono il Rio di Palazzo con una gondola


Ma attenzione non vale "abbracciare" la colonna: si deve dare la schiena al palazzo e non cadere nel pavimento (oggi c'è il molo pavimentato ma un tempo c'era acqua) in trachite. 

il colonnato di palazzo ducale

 

Le sculture negli angoli del Palazzo

Notevoli sono anche le sculture nei tre angoli esterni del Palazzo:

  • accanto alla porta della carta c'è il Giudizio di Salomone attribuito da Jacopo della Quercia,  sormontato dall'Arcangelo Gabriele
  • accanto alle due colonne della piazzetta Adamo ed Eva con il serpente sormontati dall'arcangelo Michele
  • accanto al ponte della Paglia l'ebbrezza di Noè sormontata dall'arcangelo Raffaele
palazzo ducale, adamo ed eva

Gli arcangeli rappresentano:

  • Raffaele, il commercio
  • Michele, la guerra
  • Gabriele, la pace

Significato delle sculture nei tre angoli

Iniziamo dalla scultura di Adamo ed Eva che probabilmente è stato il primo ad essere scolpito. L'albero non è un albero di mele bensì un fico ed è l'albero a formare il vero angolo esterno di Palazzo Ducale, oltre a separare i due protagonisti della scena. Eva, dal fisico androgino, tiene in mano il frutto proibito indicando il serpente che si avviluppa sul tronco dell'albero. Adamo alza una mano, quasi a chiedere scusa.

Nella scultura nota come "ebbrezza di noè", ben visibile dal ponte della Paglia (anche se tutti guardano il ponte dei sospiri) è davvero notevole la capacità dell'artista di riprodurre l'albero, la vite, con i grappoli e le foglie, scolpite in ogni nervatura. Purtroppo alcuni rami e alcune foglie sono andati persi per la fragilità della scultura e per il tempo trascorso: ricordiamoci che è li dalla prima metà del 1300. I personaggi non sono scolpiti con altrettanta abilità: le espressioni dei tre fratelli, ad esempio, non permettono di capire quale sia il figlio che ride del padre. 

Il giudizio di Salomone è scolpito in epoca successiva, si tratta di una scultura rinascimentale. L'artista ha copiato l'albero del fico collocato alle spalle della madre che ferma, con la mano, il soldato che sta tagliando in due il bambino conteso. 

Ruskin dice che le sculture "sono espressione di due sentimenti: la consapevolezza della fragilità umana e la dipendenza dal divino per avere guida e protezione. È questo, naturalmente, lo scopo della presenza degli angeli". 

 

Influenza di Palazzo Ducale sull'architettura

Non vi sono dubbi sul fatto che lo stile di Palazzo Ducale abbia influito sullo stile di molti Palazzi Veneziani: si pensi ai trafori di Ca' D'Oro o a quelli di Ca' Foscari. 

Ma Palazzo Ducale fu anche precursore dell'architettura di Le Curbusier che prevedeva l'edificazione di edifici sostenuti da pilotis. In realtà, come abbiamo detto, la decisione di rendere "permeabile" l'edificio con un porticato che sostiene le sale del potere indica che da parte dei governanti c'è la fiducia che nessun nemico e nessuna rivolta popolare avrebbe avuto come obiettivo la distruzione di Palazzo Ducale. Insomma un governo giusto non doveva temere nulla. 

Il cortile interno di Palazzo Ducale

Il cortile interno è un rettangolo delimitato dalle tre facciate interne del palazzo, che evidenziano date di costruzione diverse, e, nel quarto lato, dalla Basilica di San Marco e dall'Arco Foscari. 
In quest'ultimo lato si trova anche la scala dei giganti, tradizionalmente l'ingresso del nuovo doge a Palazzo. 

palazzo ducale cortile interno

La scala dei giganti

Chiamata così per la presenza delle due enormi statue di Nettuno, dio del mare, e di Marte, dio della guerra, era il luogo dove avveniva l'incoronazione del nuovo Doge. Le due statue furono scolpite dal Sansovino

Ma la scala dei giganti è nota anche per aver fatto da sfondo alla macabra decapitazione del doge Marino Falier, decapitato "pro criminibus" come dice la scritta sul telo nero che appare all'interno della sala del gran consiglio. 

scala dei giganti a palazzo ducale

Ed è la stessa scala da cui salì e volle anche ridiscendere il doge Francesco Foscari, cui vennero intimate le dimissioni.

La storia ci dice che l'ormai anziano Doge l'abbia voluta scendere evitando una più dignitosa uscita nascosta. Ma nonostante la dimostrazione di carattere, Francesco Foscari morì qualche giorno dopo, evidentemente provato per la vicenda.  

palazzo ducale e la scala dei giganti

 

Palazzo Ducale, la loggia al piano primo

Palazzo Ducale, pavimenti in trachite del portico

I pianerottoli in marmo di Palazzo Ducale

Grazie!

Grazie per aver letto questo articolo.

Se vuoi conoscere meglio Palazzo Ducale niente di meglio che leggere uno dei tantissimi libri sull'argomento, te suggerisco alcuni qui di seguito: 

La Repubblica del Leone, Alvise Zorzi - 2001

La Repubblica del Leone è un libro che devi assolutamente leggere: scritto dallo storico veneziano Alvise Zorzi ti permetterà di capire e apprezzare la storia di Venezia.

 

Labirinto Ducale, F. Moro - 2011

Un libro che approfondisce con tono leggero e piacevole l'argomento raccontando curiosità, leggende, miti ed opere d'arte del Palazzo dei Dogi.

Il traditore di Venezia - G. Ravegnani, 2017

Il libro, scritto dal docente di storia medioevale Giorgio Ravegnani, racconta nei dettagli la vita del doge Falier, decapitato per tradimento. Ravegnani analizza sia la versione ufficiale che le altre ipotesi sulla congiura ordita da Marino Falier.

Le Pietre di Venezia, John Ruskin, 1851

Lo scrittore, disegnatore e critico d'arte inglese esprime in questo libro il suo amore per Venezia e la sua preoccupazione per il destino della città, minacciata dal tempo, da restauri poco accurati e da cattiva manutenzione degli inestimabili tesori che ci sono pervenuti. Se sei innamorato di Venezia questo è un libro che devi assolutamente leggere (più e più volte).

Ruskin a Venezia, The Stones Revisited, Sarah Quill, 2018

In questo libro l'autrice, che è anche una bravissima fotografa, ripercorre l'analisi fatta da John Ruskin nei suoi "Le pietre di Venezia" e "Le sette lampade dell'architettura" mettendo a confronto i disegni, gli acquerelli ed i rilievi dell'autore inglese, con la realtà odierna. Questo libro aiuta a comprendere meglio lo scrittore inglese grazie soprattutto alle fotografie dell'autrice. 

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