Storia di Venezia

Storia di Venezia: il mare e l'oriente

Due sono le caratteristiche che ogni libro di storia non manca di evidenziare su Venezia: il suo essere "la porta dell'oriente" del mondo occidentale e la fenomenale capacità di muoversi e viaggiare nei mari, fiumi e laghi. 
Ma quando tutto questo è iniziato? 

La prima testimonianza di popolazioni che vivevano nell'area del delta padano e che commerciavano con i Greci e con l'area padana è relativa alla città di Spina, fondata nel IV Secolo a.C. La vita, alle foci del Po, vedeva gli abitanti occupati nelle attività di pesca, caccia palustre, pascolo e produzione di tessuti di lana, allevamenti ittici, saline, industria laterizia, grazie alla ricchezza di argilla alluvionale. Inoltre la palude consentiva una certa sicurezza, una naturale difesa. 

Invece dalla letteratura romana vengono considerazioni negative sul paesaggio di acquitrini e acque vaganti, idee simili al periodo dell'Illuminismo, dove venivano elogiate le campagne coltivate e ben strutturate frutto di bonifiche integrali. 

I Veneti e la spedizione di Cleònimo 

Nel 301/302 a.C., racconta Tito Livio, il re partano era giunto in Italia dove aveva combattuto in Salento e poi aveva preso il mare diretto a nord. La sua flotta si sarebbe spinta fin sulle coste venete. Qui, Cleònimo, si sarebbe avventurato attraverso le lagune fino a raggiungere le foci del Brenta (i romani lo chiamavano Medùacus amnis). Il Re Spartano avrebbe deciso di risalire il fiume raggiungendo, 5 km dopo, le floride campagne attorno a tre villaggi marittimi dei Padovani, saccheggiandoli. 

I Padovani, non appena vennero a saperlo, si diressero verso la zona dei saccheggi, lontana circa 20 km dalla città e attaccarono sia i razziatori nelle campagne sia, contemporaneamente, i marinai rimasti a presidiare le imbarcazioni ed infine si diressero all'attacco del resto della flotta rimasta in laguna.

Alcune navi, vista la mala parata, tentarono frettolosamente la fuga verso il mare aperto ma, non conoscendo la laguna, rimasero incagliate nei bassi fondali e vennero incendiate e distrutte dalla juventus patavina. Cleònimo dovette scappare con quanto rimaneva della sua flotta, circa un quinto. 

Questa è la prima testimonianza di una guerra terrestre e navale avvenuta nella laguna veneta e vinta dai veneti. 

Testimonianza preziosa sulla nascita di Venezia

Questa testimonianza è preziosa per una serie di aspetti: ci dice che il paesaggio lagunare era popolato, dal momento che vi erano dei villaggi, che esisteva una navigazione fluviale (dal momento che i giovani patavini avevano raggiunto, inseguito e distrutto la flotta) che consentiva di passare dal fiume alla laguna, al mare aperto. 

Ma la testimonianza ci dice anche che l'economia di quelle terre doveva essere prospera, dal momento che attrae un esercito nemico, e che gli abitanti erano ben decisi a tutelarsi da invasioni nemiche. 

I Veneti, i Romani e i Galli

Un'altra testimonianza preziosa ci viene da Polibio che scrive nel II secolo a.C. e ci racconta che i Galli Sénoni avrebbero rinunciato all'assedio di roma, durante la celebre scorreria del 386 a.C. perché attaccati alle spalle dai Veneti nei territori padani. 

Insomma sembra vi fosse stata una alleanza tra Veneti e Romani. I primi volevano stabilire e mantenere buoni rapporti ed intese pacifiche con il nascente impero. 

Nel 220 a.C. abbiamo testimonianza di regioni romane che attraversarono la regione veneta fino alle Alpi orientali, impegnate in una spedizione bellica, senza che essere ostacolati dai veneti. 

Ed anche quando le truppe di Annibale piombarono sulll'Italia del Nord, mentre altri alleati di Roma preferirono la defezione, i Veneti rimasero alleati fornendo aiuti militari a Roma. 

Per quanto durò questa alleanza? Secondo qualcuno fino al 43 a.C. quando il territorio Veneto venne occupato da Antonio. Ma probabilmente non fu una occupazione militare dal momento che nel territorio veneto circolavano le monete romane già dal II secolo a.C., pertanto le terre venete erano già sotto l'influenza politica ed economica di Roma.

Insomma il Veneto si configurava come un "protettorato Romano", tanto che per i suoi territori passavano la Via Postumia e la Via Annia, entrambe costruite nel II secolo a.C.

Le Venezie ai tempi di Roma

Nel II secolo a.C. si assiste alla fondazione di Iulia Concordia che aveva il suo porto sul mare a Caorle e la fioritura di Altino, sulla costa interna della laguna veneta, nei pressi della foce del Sile. Ma anche al potenziamento della dimensione marinara di Aquileia e di Grado

Altino, distante 2 km dalla laguna e 13 km dal mare aperto (Bocca di San Nicolò) divenne il nodo principale del sistema lagunare, il principale porto collegato, via lagune e fiumi, con Ravenna. 

Vitruvio e Venezia

Vitruvio è il primo autore che si sofferma in maniera esplicita sulla realtà lagunare. Egli precisa che la presenza dell'acqua non è ovunque perenne perché ci sono "dossi e isolotti emergenti". Egli si riferisce a queste terre con un misto di stupore e ammirazione per la loro "incredibile salubrità" che aveva consentito l'insediarsi di sentir urbani.

Diversamente da altre paludi malsane, dice Vitruvio, qui la combinazione di maree e la presenza di canali naturali e artificiali (fossae) permette che i "flutti entrino ed escano mantenendo mosse e pulite le paludi costiere, impedendo il riprodursi di animali palustri spesso nocivi".

Strabone e Venezia

Se Vitruvio scriveva nell'epoca di Cesare, Strabone è contemporaneo ad Augusto. Il geografo ed etnografo greco si interessa alla peculiare fisionomia delle Venezie ed annota come tutta la regione abitata dai Veneti, sia particolarmente ricca di corsi d'acqua e come nella striscia costiera vi sia una vasta palude spazzata dal flusso e riflusso delle maree.

"Grazie ad una regolamentazione delle acque mediante canali e argini", scrive "una parte di quei luoghi venne prosciugata e resa fertile mentre l'altra è aperta alla navigazione. 

"Delle città, poi, alcune sono come isole, altre sono in parte toccate dall'acqua e quelle che si trovano al di là delle paludi hanno collegamenti fluviali degni di ammirazione." 

 

421 - Fondazione di Venezia

Il 25 Marzo del 421, secondo la tradizione, viene fondata Venezia.

452 - Invasione degli Unni in Italia

Nella primavera del 452 Attila guida gli Unni in Italia e distrugge Aquileia (è il cosiddetto "sacco di Aquileia"), Concordia ed Altino. Grado, antico scalo di Aquileia, diventa prima un rifugio temporaneo e poi stabile dimora degli aquileiesi. Inizia il grande esodo verso la laguna e gli arcipelaghi di isole veneziane che fino a quel momento sono solo scarsamente popolate. 
 

537 - Lettera di Cassiodoro su Venezia

"Qui voi, alla maniera degli uccelli acquatici, avete la vostra casa (...) Un'unica risorsa hanno gli abitanti: quella di mangiare pesci a sazietà (...) Tutto il loro sforzo è rivolto alla produzione del sale: invece di aratri e felci fate rotolar dei rulli, di qui viene ogni vostro provento (...)"

Cassiodoro, il ministro Romano di Re Teodorico, descrive l'ambiente lagunare, una testimonianza che certifica la vita e l'attività quotidiana a Venezia: la navigazione, la pesca, l'attività delle saline. Nasce il mito della "diversità" di Venezia, la sua unicità rispetto al resto del mondo. 

568 - Invasione dei Longobardi

I Longobardi invadono la pianura padana e l'Italia viene divisa, tranne le zone delle lagune costiere che rimangono protettorato dell'impero Bizantino. Il patriarca di Aquileia, Paolino, si trasferisce a Grado con le reliquie della della sua Chiesa.

639 - Iscrizione di Torcello

L'iscrizione di Torcello del 639 a cura del magister militum Maurizio dice che "su ordine dell'esarca Isacio (bizantino) fu edificata a opera del suddetto comandante militare che vi risiedeva, e su un terreno di sua proprietà, una chiesa dedicata a S.Madre di Dio, che fu consacrata dal vescovo Mauro".
La consacrazione della Chiesa è avvenuta probabilmente l'8 settembre del 639. L'iscrizione ci dice che:

  • la laguna era un angolo di territorio bizantino
  • era governata da un magister militum alle dipendenze dell'esarca d'Italia
  • che la Chiesa fu edificata per ordine dell'esarca Isacio

Nella mappa a fianco si vede, in arancio, l'estensione dei territori sotto il dominio bizantino (tra cui la laguna veneta), mentre in blu si vedono i domini longobardi.

697 - Elezione del primo Doge

Secondo la tradizione nel 697 viene eletto il primo Doge, Paoluccio Anafesto.
Nei testi Veneziani si parla sempre di Duca secondo schemi fortemente autonomistici, considerandolo, dunque, non come un funzionario bizantino (come forse in effetti era) bensì come l'espressione di una volontà locale, svincolata da ogni sudditanza all'impero. La vera autonomia si può certificare solo nel 726 con l'elezione di Orso. 

726 - Elezione di Orso

Nel 726, approfittando della Crisi tra Roma e Bisanzio (e quindi della perdita di autorità dell'esarca di Ravenna) i Venetici scelgono un loro due nella persona di un rappresentante della mobilità locale eracleense, di origine tribunizia, Orso (726-737).

Venezia mantiene comunque un buon rapporto con Costantinopoli dove Venetia veniva ancora considerata una provincia dell'impero. 

810 - Pipino, figlio di Carlo Magno, attacca Venezia

Il Re d'Italia Pipino, figlio di Carlo Magno, attacca le lagune per sottometterle in quanto le reputa domini francesi. Venezia difende con ogni mezzo la propria indipendenza. 

L'amministrazione si sposta da Malamocco (più difficile da difendere) a Rivo Alto, al centro della laguna. 

828 - ll corpo di San Marco

Nel 828 Rustico da Torcello e Buono da Malamocco riescono a trafugare il corpo di San Marco dalla Chiesa Cristiana di Alessandria dove è custodito. I musulmani stanno conquistando l'Egitto ed i due veneziani convincono i sacerdoti Alessandrini a farsi dare la reliquia per preservarla dalla distruzione. 

Leggenda vuole che per eludere i controlli degli arabi i due mercanti abbiano escogitato di nascondere i resti dell'evangelista sotto a delle pelli di maiale, viste le quali i doganieri si turarono il naso e voltarono dall'altra parte. Altra leggenda vuole che il santo abbia protetto la nave durante una terribile tempesta nel viaggio di ritorno. Infine si dice che quando le spoglie arrivarono in città dovunque si sparse un delicatissimo odore di rose.

Uno dei quattro evangelisti - per secoli - garantirà a Venezia notorietà, fama e rispetto ed il simbolo che lo rappresenta, il leone, diventerà anche il simbolo della città prima e dello stato veneziano poi. Per contenere le reliquie fu costruita una delle più belle e ricche chiese del mondo: la basilica di San Marco

1000 - Istria e Dalmazia

Nell'anno 1000 è documentata la spedizione del Doge Pietro Orseolo II contro i Dalmati per mettere fine alle frequenti operazioni piratesche nell'adriatico. L'impresa militare sortisce effetto positivo portando alla conquista di molti porti e località di Istria e Dalmazia. 

Il doge, orgoglioso di questi risultati, si fregia del titolo di Duca della Dalmazia. L'evento viene (tutt'ora) ricordato con la festa dello Sposalizio del Mare.

1081 - Imperatore Bizantino concede la "bolla d'oro" a Venezia

Da qualche anno, nel sud Italia, i Normanni spadroneggiano: definiti "fetentissima stercorario mundi", biondi e giganteschi, facevano più paura dei pirati saraceni. Avevano già sbaragliato le truppe del papato quando, con veloci incursioni, misero sotto assedio Durazzo nella costa balcanica. L'imperatore Bizantino, Alessio Comneno, cercò alleati per impedire ai Normanni di assediare i suoi territori e trovò aiuto a Venezia. L'armata Veneziana agli ordini del Doge Domenico Selvo si presenta a Durazzo e sbaraglia i Normanni. Notevole la strategia navale adottata dai veneziani che uniscono più navi per creare un porto galleggiante dal quale bombardare, da posizione più elevata, le navi normanne. Le battaglie si susseguono, con sconfitte dei veneziani (e abdicazione del Doge Domenico Selvo) fino alla vittoria del nuovo doge Vitale Falier che ottiene, con la bolla d'oro del 1082, l'esenzione da qualsiasi imposta per i commercianti veneziani. 

1094 - Croazia

Nel 1094 il Doge si intitola "Duca di Dalmazia e di Croazia". 

1097 - Dedizione spontanea di Traù

Traù si sottomette spontaneamente al Doge Vitale Michiel I, iniziando la serie di dedizioni spontanee che costituirono il più importante impulso all'allargamento dello Stato Veneziano. 

1110 - San Giovanni d'Acri

La prima crociata, nel 1100, vede Venezia svolgere il servizio navale dall'Europa al Medio oriente. Con la presa di Sidone, nel 1110 da parte dei Cristiani, Venezia ottiene il possesso di una parte della città di San Giovanni D'Acri che divenne subito una delle basi del commercio veneziano proteso verso il levante. 

1124 - Conquista di Tiro

Dopo un vittorioso assedio, durato da Febbraio a Giugno, la città di Tiro venne spartita tra i Veneziani (un terzo) ed il Re Baldovino di Gerusalemme (due terzi). 

1125 - Riconquista di Traù e di Spalato

Vengono riconquistate Spalato e Traù, perdute l'anno prima per opera di Re Stefano II d'Ungheria. 

1126 - Nuova "Bolla d'oro" concessa ai Veneziani

L'imperatore Bizantino Alessio Comneno riconferma con una nuova bolla d'oro i privilegi già garantiti ai veneziani in cambio della protezione dai Normanni e dai Saraceni nelle acque mediterranee. 

1141 - Fano diventa protettorato di Venezia

Fano diventa protettorato di Venezia nel 1141. Le due città firmano un trattato di amicizia, patto che durerà circa due secoli, dopo di che, come tutti i territori limitrofi, dovette assoggettarsi allo Stato della Chiesa. 

1162 - Il Barbarossa contro Venezia

Federico Barbarossa, salito al trono del Sacro Romano Impero germanico nel 1152 dimostra fin da subito le sue mire espansionistiche sulla penisola italica. Nel 1162 il Barbarossa da il via ad un'azione militare volta alla sottomissione di Venezia che viene condotta assieme alle città vicine a Venezia: Verona, Padova e Ferrara. L'attacco riesce e le città alleate del Barbarossa occupano Cavarzare imprigionando i Veneziani. La città lagunare reagisce prontamente riconquistando Cavarzare ed occupando anche Adria e Ariano. La diplomazia veneziana, nel frattempo, cerca alleati contro il Barbarossa. 
Quest'ultimo fece inviare una flotta da Aquileia per conquistare Grado, ma anche in questo caso l'azione fu annullata dalla flotta veneziane. 
In contemporanea Treviso, altra città alleata dei germanici, tentò di occupare Caorle, anche qui senza riuscirvi. 
Il Barbarossa ritornò in Germania e per qualche anno abbandonò l'idea di conquistare Venezia.

1164 - Lega dei comuni Veneti contro il Barbarossa

La diplomazia veneziana riesce a creare una lega di comuni veneti diretta da Venezia e composta anche da Padova, Vicenza, Verona e Treviso alleati contro il Barbarossa. Quest'ultimo, contrariato, scende in Italia e chiede alle città alleate, specie in Lombardia, di affiancarlo per punire le città ribelli. Tentò sia lo scontro diretto, sia di organizzare una congiura a Verona, che però fu sventata. Infine su costretto a ripiegare e a tornare in Germania. 
Qualche anno dopo, nel 1167 altre città si unirono alla Lega Veneta. Tra febbraio e marzo del 1167 le città di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova e, dopo qualche settimana, anche Milano si riunirono a Pontida dando vita alla Lega Lombarda, presenti anche i rappresentanti della Lega Veronese.
Venezia garantì alla Lega anti Barbarossa l'appoggio della propria flotta. 

1166 - Bisanzio (Manuele Comneno) contro Venezia

Nel mentre, in Italia, Venezia e le città alleate della lega Veneta e Lombarda affrontavano il Barbarossa, l'imperatore Bizantino Manuele Comneno aveva mire espansionistiche nell'adriatico sia nella costa slava che in quella italica. Nel 1167 riesce ad occupare i territori interni di Dalmazia, Croazia e Bosnia, detenuti prima dall'Ungheria (nemica storica di Venezia) e prende di mira Ancona. Quando chiede l'appoggio di Venezia per occupare il sud Italia, la città veneta glielo nega per non andare in contrasto con la corte siciliana. I rapporti si fanno molto tesi ed ai veneziani presenti a Bisanzio viene consigliato di rientrare in patria. Incredibilmente, nel 1170 Manuele Comneno invita i Veneziani a riprendere le relazioni promettendo, addirittura un monopolio commerciale. Moltissimi commercianti ritornano a Bisanzio, con una grande quantità di denaro, armi e navi. Ma è una trappola...

1171 - Sequestro dei beni dei Veneziani a Costantinopoli

Nel 1150 sono più di 10.000 i Veneziani che risiedono a Costantinopoli: una cifra davvero incredibile che fa di questa città il vero e proprio cuore del commercio della Serenissima. Le continue scaramucce con Genovesi e Pisani sfociano nella distruzione nel 1171 del quartiere Genovese attribuita, dall'imperatore Bizantino Manuele Comneno, ai veneziani che si proclamano innocenti.

La polizia arresta i mercanti della serenissima e sequestra tutti i loro beni: è un colpo di mano ben pianificato che coglie al volo l'occasione di impadronirsi delle ricchezze che i veneziani sfoggiavano con orgoglio. I tentativi del Doge di ripristinare la situazione con ripetute missioni diplomatiche falliscono al punto che in una insurrezione viene pugnalato a morte. 

Ai veneziani non rimase che intensificare le operazioni commerciali sugli altri mercati presidiati, specie ad Alessandria, Tiro, Ceuta ed altri porti del mediterraneo orientale. 

1172 - Venezia ed il Barbarossa ad Ancona contro Manuele Comneno

Nel 1172 la squadra navale Veneziana è ad Ancona, sotto le mura, ad assediarla assieme all'imperatore tedesco, quel Federico di Hofenstaufen, detto il Barbarossa che solo pochi anni prima era un nemico della serenissima. Venezia si è alleata con il Barbarossa per togliere Ancona dall'influenza di Manuele Comneno, l'imperatore Bizantino, diventato ora il principale nemico dei veneziani. 

Ancona non viene conquistata ma questa alleanza metterà Venezia in una posizione favorevole per aiutare a risolvere l'annoso conflitto tra impero tedesco e papato: i due contendenti proprio a Venezia troveranno un accordo. 

1172 - Si tenta la vendetta: rotta verso Bisanzio

Secondo alcune fonti i prigionieri veneziani in mano dell'imperatore Bizantino furono almeno 10.000. Altre indicano un numero vicino ai 20.000. La cifra precisa non è dato saperla ma si sa che le prigioni dell'impero non erano minimamente sufficienti per contenerli tutti e vennero rinchiusi in conventi e monasteri. Alcuni riuscirono a fuggire, ma furono pochi quelli che riuscirono ad imbarcarsi e ad arrivare a Venezia.

I loro racconti suscitarono un tale sdegno che la città corse immediatamente alle armi e in 4 mesi approntò una flotta di 100 navi che si diressero verso Costantinopoli, facendo prima tappa a Traù, città soggetta all'imperatore che fu conquistata e saccheggiata. Stesso destino toccò ad un altra città bizantina Ragusa in Dalmazia.

Infine la flotta arrivò in Eubea dove inviati imperiali che promisero la restituzione dei beni sequestrati e la liberazione dei prigionieri, ma era un tentativo dell'imperatore bizantino di prendere tempo. Gli inviati veneziani tornano senza esser stati ricevuti dall'imperatore.

Passano i mesi e la flotta si sposta a Chio dove si scatena una pandemia che miete diverse vittime nell'esercito veneziano. Continuano le ambasciate ma e le promesse, fino a che l'inviato veneziano, il futuro doge Enrico Dandolo, venne ricevuto dall'imperatore e fatto accecare.

Alla flotta, che nel frattempo è stata e sconfitta dal morbo, non resta che far vela verso Venezia  inseguita e attaccata dalle navi bizantine. Una sconfitta talmente umiliante che a pochi giorni dal rientro delle navi, il Doge viene assassinato. 

1177 - Alessandro III e il Barbarossa a Venezia

Il 24 Marzo del 1177 sbarca, a San Nicolò del Lido, il Papa Alessandro III ed il giorno dopo celebra in Basilica la festa dell'annunciazione (che coincide con la nascita leggendaria di Venezia). 

Dopo schermaglie, dialoghi e tentativi di accordo, finalmente il 24 Luglio Federico Barbarossa, accompagnato dal Doge e dal Patriarca, arriva fino alla Basilica. Nell'atrio sedeva il Papa e Federico si inginocchiò per baciargli il piede. Il Papa lo rialzò lo abbracciò e scambio con lui il bacio di pace. 

Per Venezia è un successo diplomatico senza paragoni che garantirà rispetto e prestigio: il conflitto è definitivamente chiuso grazie all'opera di mediazione dei veneziani.

1201 - Riconquista di Zara

Nel 1201 i crociati si radunano a Venezia per partire per la IV Crociata. Del trasporto si occuperà, nuovamente, la flotta veneziana. Ma i crociati sono in minor numero rispetto al previsto e non dispongono di denaro a sufficienza per pagare il viaggio. Il Doge Enrico Dandolo li convince a fare tappa a Zara, che si era ribellata, per riconquistarla. I crociati accettano e la riconquistano per conto di Venezia. 

1204 - Costantinopoli

Costantinopoli è la capitale dell'Impero Romano d'Oriente fino al 1204, quando verrà occupata e saccheggiata dai crociati guidati dal Doge Enrico Dandolo. 

In quell'anno Alessio IV, figlio dell'imperatore Isacco II di Costantinopoli, chiede l'aiuto alla flotta crociata per essere rimesso al trono. Alessio era stato spodestato dai parenti.
In cambio di una ricompensa economica i Veneziani accettano e si recano a Costantinopoli che conquistano. Alessio IV torna ad essere imperatore ma non mantiene le promesse. Non corrisponde la ricompensa economica per l'aiuto ricevuto e fa cacciare in malo modo Veneziani e Crociati. 
Si decide allora un secondo attacco armato alla città che, nuovamente, capitola e che viene saccheggiata. 
Il vecchio Doge Enrico Dandolo tornerà a Venezia carico di bottini e di gloria. L'Impero Romano d'Oriente finisce e lascia il posto all'impero Latino d'Oriente alla cui guida Venezia rinuncia, preferendo vantaggi commerciali e accordi mercantili. 

1204 - Creta

Bonifacio di Monferrato cede Creta a Venezia nel 1204. All'inizio i Veneziani incontreranno dure resistenze da parte della popolazione locale e solo nel 1234 Venezia riuscirà ad imporsi prendendo in modo definitivo il controllo dell'isola. 

1206 - Corfù

Nel 1204, con la conquista di Costantinopoli, Corfù venne assegnata a Venezia che riuscirà ad impadronirsene solo nel 1206. Ma fu una breve parentesi perché nel 1214 l'isola passa sotto il controllo di un despota (Niceforo Ducas). Tornerà Veneziana nel 1386 quando la flotta veneziana la metterà sotto assedio ottenendone la resa e la dedizione. L'isola godrà di ampi benefici ed i Veneziani si accordarono con l'aristocrazia locale per governare il territorio che rimarrà parte della repubblica di Venezia fino alla caduta per mano di Napoleone.

 

1206 - Modone

La città di Modone è situata sulla costa Ionica del Peloponneso ed è stata una conquista strategica per la Serenissima che tentò di occuparla nel 1125 per poi riuscirci nel 1206. La repubblica vi costruì una fortezza e presidiò l'isola fino al 9 Agosto del 1500 quando i Turchi riuscirono a conquistarla. 
 

Fino al 1500 Modone fu uno scalo quasi obbligato per le spedizioni veneziane da e per il Levante. Il Morosini riuscì a riconquistarla nel 1686 e scacciò i Turchi e Modone ritornò ad essere Veneziana come tutta la Morea (Peloponneso).
Ma fu una conquista effimera: nel 1715, con la firma della pace di Passarowitz, dopo una nuova guerra Turca contro Venezia, Modone tornò ad essere di dominio turco. 

1207 - Santorini

Giacomo Barozzi, nobiluomo Veneziano, partì alla conquistata delle isole di Santorini e Teresia nel 1207, isole di importanza strategica per il commercio veneziano.

Il nome "Santorini" si deve proprio a Giacomo che lo scelse in onore di Santa Irene. L'isola rimase principato veneziano fino al 1576 quando fu conquistata dal Sultano Ottomano Solimano il Magnifico.

1208 - Corone

Corone divenne Veneziana nel 1204, poi passò ai Genovesi nel 1208 e nello stesso anno fu riconquistata dai Veneziani. Corone e Modone venivano chiamate dai Veneziani "gli occhi di Venezia" per la loro posizione strategica. 
Nel 1500 Corone si arrese ai Turchi, come per Modone fu riconquistata da Francesco Morosini per poi essere nuovamente persa con la pace di Passarowitz. 

 

1267 - Parenzo

Nel 1267 Parenzo divenne parte del territorio controllato dalla Repubblica di Venezia, situazione che si protrasse per oltre cinque secoli fino al 1797 con la resa a Napoleone. Durante questo periodo, tra le altre cose, fu costruito il faro sull'isola di San Nicolò la quale si trova di fronte alla città. A quei tempi, con un’altezza di 15 metri, era il faro più alto sul mare Adriatico.
 

1283 - Rovigno, dedizione

Il 14 Giugno del 1283 avvenne la dedizione di Rovigno alla Serenissima. Nella dedizione si prometteva di accettare per Podestà un nobile veneziano, pagandogli un'annua provvigione e fornendo vitto e alloggio anche per il suo seguito. Da quella data Rovigno (oggi Porec) segui le sorti della Repubblica Veneta fino alla caduta nel 1797.

 

1339 - Treviso

La dedizione (spontanea richiesta di appartenenza) di Treviso alla Repubblica di Venezia avvenne nel 1339. Successivamente la città fu teatro di guerre e divenne prima austriaca e successivamente dominio dei Carraresi. Nel 1388 divenne definitivamente Veneziana e godette di un lungo periodo di pace, interrotto brevemente solo dalla Guerra della Lega di Cambrai e che ebbe fine con l'arrivo di Napoleone. 

1392 - Durazzo

Nel 1392 Durazzo diventa veneziana. Sarà parte della regione denominata "Albania Veneta", assieme ad una parte dell'attuale Montenegro. 

1404 - Vicenza (25 Aprile)

Stretta tra i Carraresi di Padova ad est, i Visconti di Milano e l'Impero a Nord, nel 1404 Vicenza decide di darsi spontaneamente a Venezia, cedendo un po' di libertà in cambio di sicurezza. La dedizione spontanea consentì a Vicenza di vivere secoli di grande splendore economico ed artistico. 

1404 - Feltre e Belluno (28 Aprile)

Nel 1404 Belluno, Feltre ed il Cadore scelgono di "far dedizione" a Venezia. L'operazione è osteggiata dall'impero Austriaco che nel 1411 riesce ad avere la meglio. Ma nel 1420 arriva la riscossa veneziana, che riconquista Feltre (12 Marzo), Belluno (25 Aprile) ed il Cadore (31 Luglio). 

1405 - Verona

Il 22 Giugno del 1405, proseguendo nell'opera di ampliamento dei confini e dei territori, la Serenissima accoglie ben volentieri la dedizione di Verona.

1405 - Padova

Il 22 Novembre avviene la conquista di Padova. I Carraresi, che per molti anni furono una spina nel fianco di Venezia, vengono finalmente sconfitti grazie all'abilità del celebre condottiero Galeazzo Gonzaga conte di Grumello.
Tutti gli ultimi discendenti furono portati in carcere a Venezia dove subirono la condanna a morte. 

La conquista da parte dei Veneziani e la disfatta dei Carraresi, è l'ultimo atto di una conflittualità che dura almeno due secoli. I Veneziani approfittano del momento storico in cui i Carraresi non possono avere il supporto dei loro alleati: l'imperatore tedesco, Firenze e Sigismondo d'Ungheria, tutti impegnati in altri conflitti. 

Francesco Novello da Carrara resistette a lungo contro l'assedio di trentaduemila mercenari assoldati dai veneziani finché la situazione dentro alle mura di Padova divenne drammatica. Scarseggiavano viveri e acqua perché i veneziani avevano deviato il Bacchiglione. Alla carestia si aggiunse la peste ed ogni giorno morivano dalle trecento alle cinquecento persone, sepolte in fosse comuni.

Un gruppo di cittadini padovani tentò di aprire le porte agli assalitori ma vennero scoperti ed impiccati. I veneziani avvisarono, tramite volantini, che avrebbero messo a ferro e fuoco la città se non si fossero arresi finché a Novembre, dopo 4 mesi di durissimo assedio, alcune guardie corrotte aprirono le porte ad un gruppo di guastatori che entrarono in città . A Padova venne risparmiato il saccheggio ma i Carraresi vennero condannati a morte. Francesco Novello venne strangolato in carcere e poi sepolto ai Frari. Alcuni giorni dopo la stessa sorte toccò ai suoi due figli. Un fratello di Francesco Novello riuscì a fuggire da Padova ma morì, sembra, avvelenato. Ed anche un figlio di Francesco Novello, Marsilio, che complottava per tornare a Padova e riconquistarla, venne arrestato e decapitato in Piazza San Marco.

Il carro rosso dei Carrara fu ovunque sostituito, a Padova, dal leone alato di San Marco. 

1410 - Carnia

Nel 1410, il 16 luglio, la Magnifica Comunità di Carnia offre la dedizione a Venezia che viene accettata. 

1415 - Ancona (non accettata)

Il 26 Febbraio del 1415 Ancona chiede la dedizione a Venezia, ma non viene accettata perché la città era nelle mire - e ormai nell'orbita - del papato e Venezia non voleva scatenare un conflitto.

1441 - Riva, Torbole, Ravenna

A Cavriana, presso Mantova, si stipula la pace tra la Repubblica veneta e il Ducato di Milano. Con questo trattato Riva, Torbole e Ravenna passano sotto il dominio di Venezia, che conserva anche la signoria del Bergamasco e del Bresciano.

 

1453 - Cade Costantinopoli, fine dell'Impero Romano d'Oriente

Il 20 Maggio del 1453 dopo un lungo ed infernale assedio, dopo che molti predecessori ci avevano provato invano, Costantinopoli cede alla furia di Mehemed II. Il terribile sultano Ottomano entra nella Chiesa di Santa Sofia a cavallo "col sangue dei Greci che gli arrivava al garrese". Violenze, stupri, saccheggi... quella che era la bellissima Roma d'Oriente è sconvolta. 

1453 - Costantinopoli, Mehemed II e Venezia

Nella vicenda di Costantinopoli i Veneziani (ma anche i Genovesi) avevano partecipato con slancio e coraggio all'estremo tentativo di difesa appoggiando l'imperatore Costantino XI Paleologo. Il Bailo Veneziano a Costantinopoli Girolamo Minotto viene decapitato così come molti veneziani. Alle perdite umane, alle morti ed ai dispersi (più di 500)  si sommano quelle materiali, incalcolabili. 
Con la distruzione della base commerciale di Venezia in Oriente veniva a mancare anche la ricchezza della città già prosciugata dalle guerre in Lombardia che, per fortuna, stavano per finire. 

1454 - Pace di Lodi

Il 26 Aprile del 1454 viene firmata la pace di Lodi tra Venezia, lo Sforza, i Fiorentini, Mantova ed il Re di Francia. La Repubblica di Venezia raggiunge la massima estensione nella terraferma italiana. I confini vanno dall'Isonzo all'Adda, più Crema, Ravenna ed una bella fetta di Trentino. A questo si aggiungono i possedimenti sulla sponda adriatica e in oriente. 

1499 - Hypnerotomachia Poliphili

Nel 1499 viene stampato a Venezia uno dei libri più belli del rinascimento, si tratta del Hypnerotomachia Poliphili. Viene stampato da Aldo Manuzio, il primo editore "moderno" che inventa il libro tascabile ed il carattere "corsivo". 

Il libro è ricchissimo di immagini, contiene ben 172 incisioni xilografiche talmente ben fatte che per molti anni ci si chiese chi ne fosse l'autore. Oggi si ritiene possa essere il padovano Benedetto Bordon.

Il libro racconta del viaggio iniziato in una selva e che finisce con l'incontro della bellissima Polia, dopo aver superato prove iniziatiche di ogni tipo. L'autore è ignoto anche se unendo le iniziali dei 38 capitoli si ottiene il nome di Francesco Colonna, un frate veneziano piuttosto libertino. 

1500 - Pianta di Jacopo De Barberi

Una grande veduta (tre metri per uno e mezzo) a volo d'uccello, datata 1500, che rappresenta in modo sorprendente, per le conoscenze scientifiche dell'epoca, la città. E' ricchissima di particolari: vi si vedono case, chiese, ponti, canali ancora oggi esistenti. Si vede il ponte di Rialto in legno con le passerelle sollevabili per fare passare le Galee. 
Le piastre per l'incisione xilografica, intagliate in legno di pero, sono conservate al Museo Correr.

Per eseguire questo capolavoro sono stati necessari tre anni di lavoro, dal 1498 al 1500 e tutti i rilevamenti e le misurazioni sono state (ovviamente) eseguiti dal basso

1516 - Istituzione del Ghetto di Venezia

Nel 1516 viene istituito il Ghetto, il primo esempio al mondo di segregazione in un quartiere degli ebrei. La parola "Ghetto" assume, con il tempo, un connotato negativo ma quella ebrea non era l'unica comunità confinata in uno specifico spazio: i Turchi dovevano risiedere nel Fondaco dei Turchi, così come i "Todeschi" avevano il loro fondaco etc.
Ed anche i Veneziani a Costantinopoli (e poi Instambul) dovevano risiedere nel loro quartiere. 

1519 - Nasce Jacopo Tintoretto

Nasce Jacopo Robusti, detto il Tintoretto (perché figlio di un tintore di panni), "il più terribile cervello che abbia avuto mai la pittura".
Le sue opere, soprattutto a tema religioso, sono diffuse in tutta la città ma il suo capolavoro è il ciclo di dipinti nella Scuola Grande di San Rocco. È sepolto nella Chiesa della Madonna dell'Orto, assieme alla figlia Marietta e sotto ad uno dei suoi quadri più belli: la presentazione di Maria al Tempio.

1501 - Vasco De Gama arriva a Lisbona con un carico di Spezie

Nel 1501 a Venezia si sparge la voce dell'arrivo a Lisbona di 7 navi portoghesi, delle 12 partite, cariche di Spezie. Vasco De Gama era riuscito a circumnavigare l'Africa, aveva fatto tappa in India orientale.

Le spezie che i Veneziani acquistavano ad Alessandria provenivano dall'India trasportati con carovane di dromedari fino all'Egitto. 

"Mancando questo trafego de la mercadantia a Venetia se puoi reputar mancar il lacte e nutrimento ad uno putino" commenterà il Priuli. Ed in effetti i mercanti tedeschi disertano il mercato di Rialto per recarsi a Lisbona.

1503 - Fano e Faenza

Nel 1503, complice la mancanza del Pontefice, la Serenissima accetta la dedizione di Fano e quindi si espande anche nelle Marche. Neanche un mese dopo l'elezione del nuovo pontefice, Giulio II (il Papa terribile che attaccherà violentemente la Repubblica Veneta) le truppe della serenissima occupano anche Faenza. 
 

Nel 1503, complice la mancanza del Pontefice, la Serenissima accetta la dedizione di Fano e quindi si espande anche nelle Marche. Neanche un mese dopo l'elezione del nuovo pontefice, Giulio II (il Papa terribile che attaccherà violentemente la Repubblica Veneta) le truppe della serenissima occupano anche Faenza. 
 

1508 - Pordenone, Gorizia, Trieste, Postumia, Fisino, Fiume

Nel 1508 i Veneziani, comandati da Bartolomeo d'albiano ottengono contro l'impero una vittoria tanto travolgente da conquistare Pordenone, Gorizia, Trieste, Postumia, Fisino e fiume. Questo trionfo costerà carissimo alla Repubblica perché motiverà l'imperatore Massimiliano d'Asburgo ad unirsi alla lega antiveneziana di Cambrai. 

1509 - Lega di Cambrai

"Voi Veneziani avendo 'l più bel stato d'Italia a no vi contentar e turbar la pace e 'l stato d'altri. (...) siete soli et avete tutto 'l mondo contra, non solamente in Italia, ma anche al di là dei monti".
A sostenerlo è Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano nel 1467. Qualche anno dopo la Serenissima, ancora fresca delle vittorie a nord contro l'imperatore d'Austria, minaccia direttamente il Ducato di Milano. 

Ma l'Europa intera si coalizza contro Venezia: Francia, Spagna, Sacro romano impero, Mantova, Ferrara, Firenze ed il papato. Tutti contro la Serenissima. 

L'alleanza nasce il 10 Dicembre del 1508 a Cambrai, nel Nord della Francia mentre la firma del Papa arriva solo il 22 Marzo del 1509 dopo i falliti tentativi di farsi restituire Rimini e Faenza. 

1509 - Agnadello

Il 14 Maggio del 1509 l'esercito della Serenissima viene sconfitto ad Agnadello dalla coalizione Europea antiveneziana. 

Il 14 Maggio del 1509 si scontrano l'esercito francese e parte dell'esercito Veneziano. Quest'ultimo, infatti, era diviso tra i due comandanti Pitigliano (vecchio, lento e che preferisce "non perdere" al vincere) e Bartolomeo d'Alviano, recente protagonista della guerra in Cadore. Tra i due non corre buon sangue. 

Pitigliano si ritira, con la sua parte di esercito mentre Alviano con un quarto di esercito veneziano sotto di lui ingaggia i francesi e stava quasi per batterli. Fa chiamare il Pitigliano che invece non accorre.

Milanesi e Francesi approfittano della titubanza del Pitigliano e accerchiano i soldati Veneziani di d'Alviano: il loro eroico comportamento non sarà sufficiente. Alviano viene fatto prigioniero e 4.000 Veneziani cadono sul campo. 
Nel frattempo l'esercito di Pitigliano si ritira fino a Mestre, dove si ferma e si organizza per difendere la Repubblica.
I territori di terraferma vengono immediatamente occupati dagli alleati della Lega di Cambrai, in combutta, tra l'altro, con i nobili locali (cosa che scatenerà poi la vendetta di Venezia). I popolani, invece, "preferiscono farsi ammazzare che rinnegare la fedeltà a San Marco", scrive il Macchiavelli. 

Sempre Macchiavelli scriverà sul "Principe": "i veneziani hanno perso, in un giorno, quello che impiegarono ottocento anni e tanta fatica a conquistare".  

Ma nessuno aveva fatto i conti con il futuro Doge: Andrea Gritti.

1570 - Perdita di Cipro

Il violentissimo assedio a Famagosta durò undici mesi e tredici giorni durante i quali i veneziani, seppure in incredibile inferiorità numerica (7.000 i veneziani e 200.000 i turchi), si difesero come leoni causando all'esercito turco oltre 80.000 perdite e subendone oltre 6.000.

Con la caduta di Famagosta Venezia perde definitivamente Cipro. L'isola, divenuta Veneziana grazie alla Regina Caterina Corner, da questo momento è sotto il controllo ottomano. 

1669 - Perdita di Creta

La presenza Veneziana sull'isola inizia nel 1204 e termina nel 1669. L'isola era costellata di insediamenti fortificati e borghi dediti all'agricoltura e agli scambi commerciali. La posizione centrale nel mediterraneo ne faceva una base strategica importantissima per la Serenissima. 

1693 - Muore Francesco Morosini, il Peloponnesiaco

Muore a Napoli di Romania il condottiero e Doge Francesco Morosini, detto il Peloponnesiaco. Riconquistò la Morea e quasi tutto il Peloponneso, Atene e Smirne ed altri siti che erano veneziani prima dell'invasione ottomana.

Passò quasi tutta la sua vita a bordo delle navi della Serenissima riportando innumerevoli vittorie.Il Papa gli fece dono dello Stocco e del Pileo, quale Defensor Ecclesiae.

Lo stocco e il pileo, depositato – come tutti i doni che i Dogi ricevevano – nel tesoro di S.Marco, venne distrutto e fuso, come tutto l’altro oro, dal predone francese, Napoleone.

La sua tomba si trova nella chiesa di San Stefano, davanti all’ingresso.

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